La crisi aguzza l'ingegno
La crisi aguzza l'ingegno

Avere a disposizione poche risorse costringe a sfruttarle in maniera intensiva e a ricercare soluzioni alternative. Il dispendio di energie e maggiore, ma la capacita di produrre innovazione ne esce rafforzata. Ne parla Manuela Müller, responsabile di Corporate giving and events di UniCredit Group.

 

Il titolo del suo intervento in occasione di Culture meets Economy  e "La cultura come motore per superare la crisi". Verrebbe da pensare che, in tempi di crisi, i fondi destinati alla cultura siano i primi ad essere tagliati. Non e cosi?

Effettivamente e cosi, ma la riduzione dei fondi riguarda prevalentemente i contributi pubblici. In particolare, nei prossimi 3 anni e previsto che il MIBAC (Ministero per i Beni e le Attivita Culturali) riduca la propria competenza e a cio si affianchera anche una decurtazione dei fondi per lo spettacolo (FUS). Il vero problema, pero, e che la riduzione dei fondi a livello statale non viene piu compensata, come invece accadeva negli ultimi anni, dall'intervento degli enti pubblici locali, rischiando di mettere in seria difficolta il sistema dell'offerta culturale del nostro paese e di conseguenza la competitivita del turismo italiano a vantaggio dei paesi stranieri. Tuttavia - e fortunatamente - un ruolo sussidiario nel finanziamento delle attivita culturali e svolto con grande successo da soggetti privati quali le imprese e le Fondazioni di origine bancaria. Sebbene anche queste istituzioni abbiano intrapreso una gestione piu attenta delle risorse destinate alla cultura, questo non significa che "si produca" meno cultura. Si punta su partnership di qualita, si e attenti al budget, si cerca di limitare il superfluo e di realizzare progetti che si sviluppino nel medio e lungo periodo. Si tratta di concentrarsi sui contenuti, di lavorare sulle relazioni, di metterci piu entusiasmo. Tutto questo richiede maggiore impegno, ma la passione e il coinvolgimento possono arrivare laddove le risorse vengono meno. Per reagire ad una crisi, tuttavia, e necessario ridurre le incertezze e fare tesoro delle opportunita facendo spazio alla creativita e all'innovazione e preservando le conquiste del passato a beneficio di tutti. Infatti, nell'attuale contesto, la cultura puo rappresentare un motore di cambiamento e un'opportunita da cogliere: la base di questa innovazione sta nella ricerca di nuove soluzioni, stimolando la creativita e lo scambio interpersonale. Si deve tentare di immaginare in quale modo la cultura possa aiutare a produrre nuovi start up di impresa, nuovi investimenti, nuovi filoni produttivi, nuovi modelli di produzione e consumo.

 

In che modo la cultura puo accrescere la capacita di innovazione di un'impresa o di un paese?

Da un punto di vista aziendale gli investimenti culturali permettono senza ombra di dubbio di migliorare la cultura di impresa, di aumentare la coesione, l'organizzazione delle risorse umane e il piacere della condivisione. Questo permette di considerare l'arte - e la cultura piu in generale - uno strumento che va al di la del semplice investimento economico o di comunicazione. E' a tal fine che UniCredit condivide con tutti i suoi 170.000 dipendenti, sparsi nei 22 Paesi europei in cui e presente il Gruppo, il suo impegno nella cultura attraverso la possibilita di cui tutto il nostro personale gode di usufruire di benefit derivanti dalle partnership e dalle sponsorizzazioni. Da un punto di vista piu ampio, invece, la cultura, l'arte, la creativita producono effetti benefici sull'economia di citta e interi Paesi e rappresentano fattori fondamentali per promuovere uno sviluppo economico e sociale sostenibile. Inoltre un investimento sulla cultura puo rappresentare una rampa di lancio per l'economia di un'intera citta o di un intero territorio.

 

Rovesciando la prospettiva, la crisi economica può stimolare la nascita di attività culturali?

Sí, perchè nei momenti di crisi si cerca di valorizzare al massimo tutte le risorse disponibili e di essere più incisivi nei rapporti, ci si sforza di trovare una soluzione che forse prima non era possibile avviare. Vengono messe in campo la managerialità delle persone, la voglia di fare, si cercano nuove formule di impegno nella cultura. In questo contesto, ad esempio, rientrano le sponsorizzazioni di giovani artisti mediante l'assegnazione di premi e borse di studio in ambito musicale, letterario, teatrale ed in quello delle arti visive, ma anche borse di studio, programmi accademici e di ricerca in ambito universitario. Inoltre, in una recente iniziativa, UniCredit ha pensato di aprire al pubblico le prove generali della Filarmonica della Scala di Milano, devolvendone gli incassi ad una onlus.

 

Quale impatto ha avuto e sta avendo la crisi economica sulle vostre politiche in campo culturale?

Cerchiamo di ideare nuovi format o iniziative culturali che possano essere condivise con altri paesi, a livello europeo. Questo favorisce la circolazione delle informazioni e delle idee, creando anche maggiore coesione e maggiori occasioni di contatto tra colleghi che lavorano in paesi diversi. Si mettono in campo delle sinergie, si passa da una logica individualistica alla condivisione delle scelte. Si cerca di non isolare le iniziative, ma di collegarle alle realtà bancarie di altri paesi dove siamo presenti; questo è importante perché crea anche sostenibilità della cultura e degli investimenti in questo campo. Crediamo infatti fermamente che l'obiettivo di estendere e declinare questo impegno in modo sistematico su scala europea possa rappresentare un'occasione per un ulteriore salto di qualità della nostra presenza ed efficacia di azione. Anche nei rapporti con i partner si registra una più forte capacità di ascolto e maggior apertura nei confronti dell'altro: si avvia un vero e proprio dialogo culturale tra istituzioni.

 

Intervista di Daniela Mezzena

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