​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​ ​JOBS​​CALLS​​​​​​​​PR​ES​S​​​​​​RESTRICT​E​D AREA
News

​​

 NewsDetailWebPart

Organismo sotto stress in alta quota: nuovo studio molecolare di Eurac Research
L’ultimo studio realizzato dai ricercatori dell’Istituto per la medicina d’emergenza in montagna ha analizzato come il nostro corpo reagisce – dal punto di vista biologico e molecolare – alla prolungata riduzione di ossigeno data dall’alta quota. La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista Scientific Reports di Nature, ha utilizzato gli ultimi dati e campioni raccolti durante l’Ortles Project, una spedizione avvenuta nel 2011 in sono state poste sotto analisi le condizioni fisiche di 16 individui saliti a 3830 metri senza sforzo fisico (in elicottero) e rimasti per almeno 72 ore a quella quota. 

In passato altri studi di Eurac Research hanno utilizzato alcuni dati focalizzandosi sulla risposta fisiologica e sulla produzione di radicali liberi. Questa volta i ricercatori di Eurac Research si sono concentrati sulla prospettiva biologica: quali meccanismi molecolari mette in atto il nostro organismo per affrontare lo stress a cui è sottoposto dall’alta quota? “Abbiamo analizzato in particolare i dati provenienti dalle cellule bianche del sangue, dal plasma e dalle urine degli individui che hanno partecipato alla spedizione e non hanno avuto particolari problemi fisici,” spiega Sandro Malacrida, primo autore dello studio e ricercatore dell’Istituto per la medicina d’emergenza in montagna di Eurac Research, “l’obiettivo era quello di analizzare i principali geni coinvolti nella risposta molecolare e due aspetti noti in letteratura: la risposta infiammatoria del corpo alla permanenza in quota e il cosiddetto stress ossidativo, ovvero i danni causati dalla riduzione di ossigeno a diversi livelli nel nostro corpo: lipidi, proteine e DNA”. L’organismo infatti cerca di difendersi in molti modi quando si trova in un ambiente estremo: prova a disinnescare l’azione dei radicali liberi — molecole dannose che causano danni alle cellule —, elimina i lipidi danneggiati e si impegna per riparare proteine e DNA. 

I risultati che i ricercatori hanno raccolto e pubblicato indicano che, entro i tre giorni dalla permanenza in quota, il corpo risponde bene all’infiammazione. Infatti, i parametri che riguardano l’infiammazione rimangono sempre nella finestra considerata nella norma in questi casi. Al contrario, l’organismo non sembra attuare inizialmente dei meccanismi efficaci che possano diminuire i danni provocati dallo stress ossidativo.

“In questo studio abbiamo utilizzato la montagna come una sorta di laboratorio naturale per testare condizioni in cui l’ossigeno è ridotto. I volontari sono stati portati in alta quota con un elicottero per evitare che altri fattori – come lo sforzo fisico – potessero influenzare in qualche modo i risultati,” conclude Malacrida, “questo genere di studi fornisce infatti indicazioni importanti per contesti che vanno oltre quello dell’alta quota, ma che semplicemente sono correlati a una riduzione dell’ossigeno. Alcuni esempi sono le apnee notturne o pazienti con patologie cardiovascolari o neurologiche”.

A partire dai prossimi mesi, studi di questo tipo potranno essere effettuati nel terraXcube, il simulatore di ambienti estremi di Eurac Research realizzato al NOI Techpark, dove fino a 15 persone potranno essere portati “artificialmente” in alta quota e permanere in questa condizione fino a 40 giorni. 

Lo studio pubblicato da Scientific Reports è liberamente accessibile qui

15.07.19

​​
CONTACT
Drususallee 1/Viale Druso 1
39100 BOZEN-BOLZANO
Tel. +39 0471 055 541
Fax. +39 0471 055 549
​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​QUICK LINKS
AWARDS

 ​​​
  FOLLOW US​​


​​


​ 
CONTACT

Viale Druso, 1 / Drususallee 1
39100 Bolzano / Bozen - Italy
How to reach us​
Tel: +39 0471 055 055
Fax: +39 0471 055 099
Email: info@eurac.edu
Partita IVA: 01659400210
Priv​acy
Host of the Alpine Convention