Chi siamo
Mission
La nostra mission è l’avvio di un programma di ricerca biomedica in Alto Adige in collaborazione con strutture internazionali, con l’obiettivo di migliorare continuamente le condizioni di salute della popolazione altoatesina. L’attuale medicina clinica-assistenziale sarà progressivamente integrata con una biomedicina orientata alla ricerca.
Vision
Lo sviluppo dell’attuale Istituto dovrebbe portare alla fondazione di un Centro di Biomedicina che dopo dieci anni dalla sua creazione dovrebbe essere uno dei principali centri per la biomedicina in Italia e vorrebbe essere riconosciuto a livello internazionale per lo sviluppo e l’applicazione di nuovi modelli sinergistici e creativi di collaborazione.

Valori
Spirito pionieristico: intraprendere strade inesplorate sia sul piano scientifico che nei rapporti sociali.
Spirito di squadra: creare sinergia all’interno del team in un clima ricco di fiducia, apertura, rispetto e coesione. Per "team" si intendono tutte le persone con le quali e per le quali i medici e i ricercatori lavorano.
Volontà di successo: mirare a obiettivi concreti e misurabili.
Passione per la scienza: avventurarsi con passione tra i fondamenti della vita, senza perdere di vista la dimensione etica e la responsabilità legata al lavoro di ricerca. Ottenere risultati straordinari, ma non a ogni costo.
Qualità elevata: tendere a un continuo miglioramento mediante processi efficaci, basati su principi e valori, in grado di coinvolgere collaboratori altamente qualificati e motivati.
"Nucleo fondatore" per il Centro di Biomedicina
La delibera della Giunta Provinciale n. 4718 del 15.12.2008 prevede la fondazione di un centro di ricerca medica in Alto Adige. In conformità a questa delibera, i partner coinvolti nella costituzione del centro - Azienda Sanitaria dell'Alto Adige ed EURAC - hanno concordato che l'Istituto di Medicina Genetica dell'EURAC sarebbe stato il "nucleo fondatore" di questo progetto.
Con il Centro di Biomedicina si vuole creare il presupposto per la "doppia traslazione" che rappresenta l'obiettivo del nuovo Centro di Biomedicina: le conoscenze scientifiche acquisite in laboratorio sono trasferite alla pratica clinica e da qui rielaborate allo scopo di formulare programmi di salute pubblica orientati alla prevenzione (Public Health). Allo stesso modo, le informazioni così ottenute potranno portare nuovi spunti di ricerca ed essere substrato per ulteriori indagini di laboratorio.
Una traslazione di questo tipo porterà continui miglioramenti nella medicina applicata, nelle procedure diagnostiche e terapeutiche e nella prevenzione.

Tutti i dipartimenti che nei prossimi anni andranno a formare il nuovo Centro, sono già attivi nell'Istituto di medicina genetica dell'EURAC: oltre al principale filone di ricerca legato alla genomica, i ricercatori dell'EURAC sono già impegnati in studi di bioinformatica, medicina cardiovascolare e neurologia. Per questi tre ambiti si creeranno dal nucleo fondatore i nuovi gruppi di ricerca che si svilupperanno in futuro come istituti indipendenti nel Centro di Biomedicina (vedi grafico).
Parallelamente l'istituto continuerà a svilupparsi in autonomia e a crescere come unità indipendente. A questo proposito è fondamentale la continuazione degli studi genetico-epidemiologici in Val Venosta, la realizzazione di altri studi basati sulla popolazione altoatesina (Studio CHRIS: una piattaforma cooperativa per la ricerca sulla salute a livello provinciale), e la creazione di una biobanca dell'Alto Adige.
Un gruppo di ricerca traslazionale dovrà fungere da mediatore tra i gruppi di ricerca, gli ospedali e la medicina di popolazione. Il compito di questo gruppo sarà l'implementazione della cosiddetta "doppia traslazione". L'idea principale prevede che i risultati scientifici ottenuti in laboratorio siano applicati alla pratica clinica e da qui rielaborati e utilizzati in una medicina per la popolazione orientata alla prevenzione. Mediante questo processo si potranno ottenere nuove informazioni che, attraverso il gruppo di ricerca traslazionale, torneranno in laboratorio.
Alla base della pianificazione del Centro di Biomedicina ci sono modelli di collaborazione nuovi, sinergici e creativi: riguardano il rapporto tra clinici e ricercatori, sia a livello locale sia internazionale, e le relazioni tra le varie parti del processo, compresa la popolazione.
